Intensitá Lente

Riqualificazione della fascia costiera sud di Gallipoli dal piazzale torre San Giovanni alla torre di Punta Pizzo

Descrizione del Progetto – idea progetto

Il progetto rispondendo alle esigenze dell’ Amministrazione locale, avanza una proposta d’intervento per la valorizzazione ambientale del territorio a fini turistici attraverso la creazione di un percorso turistico sostenibile in cui si alternano aree attrezzate e infrastrutture di servizio che nelle strutture architettoniche, nei materiali usati, e nella gestione stessa si presentino eco-compatibili, ovvero nel rispetto dei principi della sostenibilità ambientale. Partendo da un’analisi di Valutazione d’Impatto Ambientale si è valutata la possibilità di realizzare dei percorsi e delle attrezzature finalizzate alla fruibilità e valorizzazione dell’area all’interno di un sito naturalistico di interesse comunitario (SIC) . Si tratta del “litorale di Gallipoli – Isola Sant’Andrea”, un sito complesso caratterizzato da diverse unità ambientali con forti valenze floristiche e vegetazionali che, il progetto renderebbe fruibile nel rispetto della sostenibilità.

diagramma concept

Il progetto ha come obiettivo il ripristino integrale della fascia più prossima alla linea di costa in un continuo equilibrio tra natura e percorsi, tra tutele dell’ambiente e la vocazione turistica del territorio attraverso il recupero del minuto sistema di strade poderali presente sul territorio, inteso non solo come sistema viario ma un patrimonio da salvaguardare, una potenzialità da sviluppare. Con una visione non proprio ingegneristica, l’insieme di strade che dalla campagna si insinua al mare e viceversa, attraverso “cuti” e terra rossa, dune e sabbia possono essere rappresentate come complesso filamento a radice tipico di una pianta autoctona denominata “scracia”. Dalla sovrapposizione della fitta rete di strade con il sistema complesso delle localizzazioni relative agli orti e alle campagne, alle abitazioni e agli alberghi, ai lidi e al mare, si possono individuare nodi, punti, linee nevralgiche, per valorizzare e rendere fruibili i siti stessi. In quest’ottica la litoranea oggetto di studio, denominata statale 274 e tutto il sistema di strade che gli ruota attorno, può considerarsi un “qualsiasi” paesaggio ordinario, depositario di “risorse identitarie”; queste possono essere: le risorse storico – culturali (vecchie masserie, muretti a secco, “pagghiare”), le risorse fisico – ambientali (colture, strade poderali, dune e macchia), le risorse economiche – turistiche (nuove centralità e fuori scala). Con questo stesso criterio tutto il sistema infrastrutturale salentino può essere rivisto per “mettere in rete” elementi di pregio ambientale e storico artistico.

A questo punto la strada per noi può assumere diverse sembianze, “bretella al mare” o la “stradunale” o ancora “itinerario delle masserie” o “strada parco”; può diventare un sistema di relazione tra città e centri alberghieri, tra città e luoghi di divertimento, tra città e paesi, tra città e città; può divenire porta d’ingresso o di servizio per aree d’interesse naturalistico e storico; può generare incidenze positive, un valore aggiunto oltre a quello di connettore lineare di due punti.

In questo modo, si rafforza il valore di paesaggio visto come bene e si riduce il rischio e la vulnerabilità delle trasformazioni a livello ambientale e antropico.

Punto di partenza è il potenziamento di una vecchia strada poderale, da noi denominata “bretella al mare”, che svincola completamente dal traffico veicolare l’attuale strada costiera compresa tra lido San Giovanni e Lido Pizzo. L’ attuale strada litorale viene sostituita con un articolato sistema di percorsi naturalistici e passerelle a raso e sopraelevate che sviluppano in modo organico un unico grande sistema di flussi legato ad una mobilità prettamente pedonale o eco sostenibile denominata “stradunale” .

general program

bretella al mare

Il principio è quello di un bypass posto tra la statale 274 e la fascia dunale che mette in relazione in maniera lineare il centro della città con la sua parte più estrema di Lido Pizzo e contemporaneamente un secondo sistema di secondaria importanza, serve la fascia costiera e le sue molteplici attività. L’inizio di questa nuova arteria si fa coincidere con slargo del piazzale di lido San Giovanni per poi proseguire lungo il limite urbanistico che contraddistingue l’intera zona come area di rilevante interesse naturalistico e paesaggistico. Nello specifico il percorso si sviluppa alle spalle del piccolo stadio comunale lungo il vecchio tracciato poderale sino ad intersecare ripetitivamente le uscite della statale 274 denominate San Giovanni, Baia Verde, Li Foggi e Lido Pizzo, limite ultimo del territorio di Gallipoli e dell’area naturalistica. Sempre al limite della fascia protetta, un puntuale sistema di nodi scandisce il ritmo della bretella in relazione alle differenti funzioni della linea di costa e alle preesistenze naturalistiche; delle vere e proprie porte di accesso alla città, ai lidi o al parco, caratterizzate da aree di sosta che favoriscono l’interscambio con altri sistemi di mobilità ecosostenibili.

stradunale

Nel primo tratto compreso tra lido San Giovanni e i grandi alberghi, dove è più presente il legame con il sistema urbano sia per via della immediata vicinanza alla città, sia per la presenza contemporanea del quartiere baia verde e del polo dei grandi alberghi, il progetto prevede un nuovo lungomare costituito da un’insieme di passerelle che disegnano senza alterare o modificare il continuum tra linea di costa e campagna. Come in un sito archeologico, una struttura leggera e puntuale segue l’andamento delle dune in quota , si stacca dal terreno per permettere al sistema dunale di ricostituire la sua morfologia pesantemente alterata dal passaggio dell’attuale strada litorale; un unico filamento attraversa senza toccare le dune in un ripetersi di rampe, cordonate e scale, slarghi e luoghi di sosta, terrazzi e punti di osservazione, che permettono tanto gli accessi al mare quanto ai lidi e alle abitazioni. Nel secondo tratto compreso tra il polo dei grandi alberghi e l’intersezione con l’ultimo svincolo per Lido Pizzo, il progetto lo spessore dell’area di progetto cambia notevolmente. Quello che nella parte nord é un filamento complesso, nella parte sud si allarga fino a diventare un sistema a parco che e’ racchiuso tra la linea di costa e il nuovo sedime della strada provinciale. Il sistema della circolazione e degli attraversamenti nell’area si frammenta e sfrangia nella miriade di micropercorsi che costituiscono un’infrastruttura diffusa e fortemente integrata con il contesto. Data la quantitá e il grado di permeabilitá del territorio, questi percorsi costituiscono un’infrastruttura lenta, contemplativa, rilassante, ma allo stesso tempo efficiente ed intensa. Su questa infrastruttura l’azione progettuale si sviluppa in punta di piedi. Il progetto ha il compito di comunicare visivamente ed orientare sia i flussi del turismo estivo, sia gli utenti di tutto il resto dell’anno. Il progetto si traduce in sistemi connettivi tematici e nodi programmatici.

I sistemi connettivi sono il percorso della macchia, il percorso del panorama, il mobile party, il percorso jogging, il percorso biking, il mare di tramontana e il mare di scirocco. Le peculiarità ambientali e ricreative dell’area, sono tradotte in delle reti di percorsi, indicati da materiali naturali diversi e permettono a flussi intensi di utenti di trovare i loro spazi. I nodi programmatici riguardano i servizi alla balneazione, i servizi a mare, i parcheggi logistici e i tutor informativi. I manufatti architettonici temporanei e smontabili sono costruiti con materiali adatti ad un parco naturale attrezzato. Il loro ciclo d’uso permette di intensificare i servizi durante le stagioni di maggiore afflusso. Il loro posizionamento comunque privilegia la collocazione nei nodi parcheggi/logistici, collocati in aree non protette, cercando di diminuire, per quanto possibile, l’impatto antropico lungo la fascia costiera. L’ utilizzo della fascia costiera stessa viene reso meno impattante portando alcune attività dello svago e del turismo estivo nelle zone di macchia mediterranea dove è prevista la realizzazione di patii mediterranei tematici. Lungo i tessuti connettivi dei percorsi verranno disseminati dei componenti che interagiranno con il vento e con il sole, in modo da rendere questi elementi comunicativi.

paesaggi salentini

stradunale

Scomposizione per elementi e materiali :

La “stradadunale”, questo complesso filamento di percorsi, prevede una sequenza ritmica di materiali che si ripete e si insegue in doppio rapporto cromatico in armonia con il paesaggio e il territorio, funzionale con i differenti modi di viabilità e l’ esigenze in prossimità delle molteplici polarità. Nel primo tratto, più vicino alla città, tra lido San Giovanni e i grandi alberghi, una struttura in ferro zincato, puntale, sostiene in quota differenti percorsi, tra slarghi e spazi di sosta. Legno, rete metallica, pavimentazione in pietra locale in sequenza disegnano rampe, percorsi e slarghi di sosta nel totale rispetto dell’orografia delle dune. La macchia e più in generale il sistema dunale ritrova il suo originale andamento, non viene sopraffatta e diventa elemento integrante del disegno della passerella.

Nel secondo tratto compreso tra i grandi alberghi e Lido pizzo, una mappatura ritmica di battuti in terra rossa intervallati da polvere bianca della pietra locale si ripetono tra macchia e cuti; sentieri di sabbia e traversi in legno segnano le dune e portano al mare; selciati in pietra locale definiscono aree di sosta e si ripetono tra i battuti in terra e polvere di pietra.

Impatti Paesaggistici e Misure di Mitigazione

Punti di criticità : detrattori paesaggistico – ambientali

  • Alta pressione antropica data la presenza di grandi strutture alberghiere
  • Alta pressione antropica in presenza di strada litoranea caratterizzata da intenso traffico a carattere stagionale
  • Alta pressione antropica data la presenza di aree attrezzate per la balneazione
  • Degrado ambientale del Canale Samari con effetti negativi sull’ecosistema locale
  • Scarsa fruibilità del bene naturalistico
  • Consumo di suolo e pressione antropica lungo la costa

Interventi di mitigazione

Obiettivo del progetto è di intervenire nel rispetto dei luoghi cercando per quanto possibile di mitigare gli impatti paesaggistici presenti puntando ad una qualità estetica, ambientale,urbana degli interventi, evitando tipologie edilizie e materiali decontestualizzati.

Per raggiungere la sostenibilità gli interventi proposti si riconducono a modelli di edilizia ecocompatibile : dalle strutture in pietra, ai materiali naturali e locali per realizzare pavimentazioni carrabili e pedonali, alla gestione delle aree di verde pubblico improntata su una politica di risparmio idrico attraverso il ricorso alla fitodepurazione, come trattamento naturale delle acque reflue provenienti da strutture di servizio e da strutture balneari-ricettive esistenti che verrebbero reimpiegate ed utilizzate come acque non potabili all’interno delle stesse strutture; risparmio energetico attraverso l’impiego di generatori fotovoltaici per l’illuminazione notturna e di sensori di illuminazione naturale . Si porrà particolare attenzione alla raccolta differenziata, sia a livello organizzativo, che attraverso la partecipazione del turista al fine di rendere educativa e formativa la sua esperienza

parco punta pizzo

conclusioni :

perseguire un turismo più sostenibile per rendere fruibile un’area tradizionalmente negata a qualsiasi intervento umano che ne possa alterare l’equilibrio naturale dando l’opportunità di viverla come un’ esperienza educativa e formativa sulle questioni ambientali valorizzando allo stesso tempo spazi urbani che fungono da cerniera tra la natura e il costruito.

Credits:

Competition, 2009

Gallipoli, LE

Team: Alfredo Foresta (team leader), Ester Annunziata, Michele Martina, Tiziano Panareo, Fabiano Spano, Berardo Matalucci, Roberto Lopalco, Tiziano Furio

Collaborators: Francesca Cofano, Marcello Solferino

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